(Sermone predicato nella chiesa evangelica ADI di Trapani - Trascritto in forma integrale)

 

Testo biblico: Luca 12:22-‐34

Il Signore, dopo avere condannato severamente l'avarizia, come potete leggere al verso 15 del nostro testo, cioè quella sete di beni materiali, la bramosia eccessiva di ricchezza di beni terreni, Egli si accinge, con la Sua infinita misericordia e bontà, a dissipare l'ansietà naturale che era nel cuore dei Suoi discepoli, riguardo il loro futuro sostentamento, in quanto vivevano una vita precaria; il Signore li rassicura che il Padre celeste si sarebbe preso cura di loro, avrebbe avuto un interessamento particolare per ogni Suo figliuolo e di conseguenza li esorta a non essere con ansietà solleciti di cosa alcuna.

L'ansietà, la conosciamo tutti è una bruttissima malattia ed il travaglio, l'angoscia dell'anima è un male che non risparmia nessuno e purtroppo, nemmeno noi credenti in Cristo nostro Signore e Salvatore, però, dobbiamo limitare il significato di ansietà, perché non essere ansiosi non vuol dire, cari nel Signore, non essere interessati per il domani, non pensare al futuro, non lavorare, come alcuni vorrebbero fare, in quanto sta scritto che “chi non lavora non ha diritto a mangiare”, ma vuol dire fare tutto nei giusti limiti e, soprattutto, presentando ogni nostra richiesta, ogni nostra necessità, ai piedi della croce del nostro Signore e Salvatore, in altri termini non essere ansiosi vuol dire avere fiducia assoluta in Colui che, avendoci dato Cristo Gesù, quale nostro Salvatore, per certo ci donerà tutte quelle cose di cui noi, lungo il nostro terrestre pellegrinaggio, potremmo avere di bisogno.

Il Signore mostra due esempi meravigliosi, in primo luogo parla dei corvi, dicendo: “guardate i corvi, non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, eppure il Padre vostro li nutrisce”, il tutto viene detto per infondere una maggiore fiducia nei cuori dei discepoli, sottolineando il fatto che il Signore non li lascia morire di fame, ma giorno dopo giorno provvede loro il necessario per vivere; in secondo luogo parla dei gigli della campagna, di questo fiore che tutti noi conosciamo per la sua bellezza, dicendo che neppure Salomone fu rivestito al pari di uno di loro, e continuando afferma: “essi non filano e non tessono; (nonostante ciò sono fiori bellissimi) se il Padre vostro si prende cura anche dei gigli della campagna, quanto più si prenderà cura di voi, o gente di poca fede? Questa sollecitudine, è per le genti del mondo, che non conoscono la misericordia del Padre, il quale sa ciò di cui abbiamo di bisogno, conosce tutto di ciascuno di noi, quindi, quali credenti in Cristo, non dovremmo mai essere ansiosi, perché Dio vede è provvede, infatti sta scritto: “Al monte dell'Eterno sarà provveduto”; dunque, dobbiamo, come ho già detto, presentare ogni nostro bisogno, ogni nostra richiesta ai piedi della croce del nostro Signore e Salvatore Gesù, come l'apostolo Paolo scrivendo ai Filippesi dice: “siano le vostre richieste notificate a Dio, con orazioni e preghiere, con ringraziamento”, cioè quando si presenta una necessità, un bisogno, dobbiamo presentarla al Signore e dopo aver pregato, ringraziarLo, perché Egli già ci ha esaudito, cioè esprimere riconoscenza a Dio, prima ancora di avere la risposta alla nostra preghiera; il Signore tramite l'apostolo san Pietro dice:
“gettando sopra di Lui ogni vostra sollecitudine, perché Egli, Iddio ha cura di voi” ed ancora Davide, grande servo di Dio, pur non vivendo nell'era della grazia, come noi, poteva dire “di essere stato giovane e divenuto vecchio e di non aver visto il giusto abbandonato, né la sua progenie andare elemosinando”, glorifichiamo il Signore, perché Dio ha sempre provveduto; nel salmo 40 lo stesso afferma: “quanto a me io sono misero e bisognoso ma il Signore ha cura di me”, dunque, se lo diceva Davide, io non comprendo perché non dobbiamo dirlo noi! Il Signore sa di cosa abbiamo bisogno ed Egli per certo ci donerà tutto quello di cui noi potremmo avere bisogno in questa vita.

Proseguendo al verso 31 troviamo un'esortazione importantissima, infatti leggiamo: “Cercate piuttosto il Suo regno e queste cose vi saranno sopraggiunte”, quindi niente ansietà, niente sollecitudine, cari nel Signore, ma tutte le nostre attenzioni devono essere rivolte alla ricerca delle cose dello Spirito; Paolo scrivendo ai Colossesi afferma: “se voi siete veramente risuscitati con Cristo, cercate le cose di sopra, dove Cristo è seduto alla destra di Dio” e non si limita a questo, poi continua “abbiate l'animo alle cose di sopra, perché voi moriste e la vita vostra è nascosta con Cristo in Dio, quando Cristo, la vita vostra apparirà, allora anche voi apparirete con Lui in gloria”, quindi dobbiamo preoccuparci a cercare le cose di sopra, poiché il Signore Iddio per certo non mancherà, poi, di darci le cose di cui noi possiamo avere di bisogno.
Cercate il regno di Dio e la Sua giustizia dice la Parola del Signore, ma il regno di Dio, che cos'è? In che cosa consiste il Suo regno, l'apostolo Paolo, scrivendo ai Corinzi, afferma : “il regno di Dio non consiste in parole, ma in potenza ”; quindi, attenzione, esso non consiste in parole, ma in potenza, infatti ai Romani viene scritto: “il regno di Dio non consiste né in bevande né in vivande, ma in giustizia, pace e allegrezza nello Spirito Santo”, dunque, con questa espressione dell'apostolo Paolo, possiamo comprendere in che cosa consiste il regno di Dio esso è, quindi, la ricerca delle cose spirituali.

La prima cosa che dobbiamo ricercare è la Sua potenza, cioè l’essere rivestiti di Spirito Santo; la parola del Signore non ci parla di potenza carnale, umana, ma di potenza divina, dunque, noi dobbiamo domandare a Colui il quale disse che ogni autorità gli è stata data in cielo e in terra, a Lui, il Signore della gloria, dobbiamo chiedere la Sua divina potenza;
Il Signore stesso l’ha promessa, Egli prima di lasciare i suoi figliuoli disse: ”dimorate in Gerusalemme, finché sarete rivestiti dalla virtù dall'alto ”, quindi, noi dobbiamo dimorare ai piedi della croce ed essere giorno dopo giorno rivestiti di quella virtù, della potenza dello Spirito Santo, ma non soltanto, fratelli, per parlare come alcuni, linguaggi strani, no, (il parlare in lingue è il segno iniziale di questa benedizione divina), ma la potenza dello Spirito Santo, a noi serve per vivere una vita più consacrata, per vivere una vita più arresa nelle mani del Signore e per essere testimoni efficaci in questo mondo di peccato e di corruzione, per essere veramente dei testimoni che possano annunziare il regno di Dio con potenza, per la Sua lode e per la Sua gloria.

Proseguendo nella lettura, cari nel Signore, si parla della giustizia, da non confondere con la giustificazione per fede, giustizia vuol dire vivere giustamente, piamente e santamente, cioè vivere una vita coerente alla fede che proclamiamo, infatti dobbiamo essere luce del mondo e sale della terra, il nostro modo di vivere, la nostra condotta giornaliera deve
essere una testimonianza efficace che può tramutare le menti ed i cuori dei peccatori, i quali vedranno in noi che qualcosa di meraviglioso è avvenuto, cioè quella trasformazione che da peccatori impenitenti, ha fatto di noi, degli adoratori dell'Iddio vivente e vero.

Un altro ingrediente del regno di Dio è la pace, bene meraviglioso, infatti parlando della pace sociale ,sappiamo ogni giorno come i popoli tremiamo perché essa viene messa sempre in pericolo, ma qui si tratta di un'altra pace, della pace spirituale, cioè di quella serenità, di quella certezza, di quella tranquillità interiore, che pur vivendo in mezzo ad una vita di eventi tristi e dolorosi, il credente gode sempre in virtù delle parole che Gesù ebbe a dire: “io vi lascio pace, io non vi do la pace come il mondo la dà”; dunque, la pace del Signore è quella che noi riceviamo nel momento in cui crediamo in Lui, poiché essendo stati riconciliati per fede. abbiamo pace con Dio ed è questo che avviene, cari nel Signore, che facendo la pace col Signore, dopo che essa scende nei nostri cuori , da quel momento in poi noi abbiamo il dovere di adoperarci, affinché questa pace si possa estendere a tutti coloro che ci stanno attorno, come l'apostolo scrive ai Romani: “ per quanto dipende da voi vivete in pace con tutti gli uomini”, per quanto dipende da voi, quindi, noi non dobbiamo dare mai nessuna occasione affinché la pace non regni nei cuori degli uomini, anzi ci dobbiamo adoperare per essa, in quanto c'è una beatitudine per i pacifici,” beati i pacifici perché saranno chiamati figliuoli di Dio” ed anche nell'Antico Testamento il profeta Isaia, al capitolo 52 al versetto 7 dice: “quanto sono belli sopra questi monti i piedi di colui che annuncia le buone novelle, che annuncia la pace, che dice a Sion, ecco il tuo Dio regna”, gloria al nome del Signore; quindi fratelli e sorelle dobbiamo adoperarci affinché essa possa regnare nei cuori di tutti quanti gli uomini e noi essere annunciatori di questa pace meravigliosa e gloriosa.

E l'ultimo ingrediente è l'allegrezza nello Spirito Santo o la gioia nello Spirito Santo, essa è ben diversa da quella che notiamo sulla bocca degli uomini, perché non è difficile vedere persone ridere, essere allegri, ma quella gioia è effimera , passeggera e transitoria, perché fondata sui beni di questa terra e come tutti i beni terreni passano via, così ancora la gioia che procede da esse come Giobbe disse: “la gioia degli empi è di pochi istanti” di pochi minuti, ma noi parliamo di un'altra gioia, di quella che deriva dalla certezza del perdono dei nostri peccati, dalla salvezza delle nostre anime; ricordiamo un episodio che riguarda gli apostoli che erano stati mandati da Gesù ad annunziare l'Evangelo della grazia, sostenuti dal braccio onnipotente del Signore, per mezzo del quale si compivano segni ,prodigi e miracoli e perfino i demoni erano cacciati nel Suo nome, i quali tornarono tutti festanti, tutti allegri, rivolgendosi a Gesù, pensando di dirGli qualcosa di nuovo, affermavano che perfino i demoni gli erano sottoposti nel Suo nome ed Egli ( penso con un sorriso), li guardò in viso e disse : “Io vidi cadere Satana dal cielo come una folgore, io vi do autorità di cacciare serpenti e scorpioni, di avere autorità sopra le potenze del male senza che nessuno vi possa nuocere, ma pure non vi rallegrate che i demoni vi sono sottoposti, ma rallegratevi che i vostri nomi sono scritti nei cieli”; quindi la nostra gioia non risiede esclusivamente nel fatto che i demoni ci sono sottoposti e le malattie possono essere guarite nel nome del Signore( per questo noi ringraziamo Iddio), ma noi siamo allegri in quanto salvati nel tempo e per l'eternità, la gioia che noi abbiamo nel cuore è una gioia che dura in eterno; l'apostolo san Paolo scrivendo dal carcere di Roma alla chiesa di Filippi
dice: ”rallegratevi del continuo nel Signore, di nuovo dico, rallegratevi; quindi, nonostante viviamo in mezzo a vicissitudini tristi e dolorose, noi siamo sempre allegri nel Signore, perché come il salmista possiamo dire: “Signore, mantienimi quello che mi e scaduto in sorte, perché la sorte mi è scaduta in luoghi dilettevoli, una bella eredita mi è pur toccata” e noi abbiamo un eredità, dice Pietro, incorruttibile, immacolata, conservata nei cieli per noi, non vogliamo ringraziare il Signore? Una eredità che nessuno ci può togliere, perché quello che il Signore promette Egli dà, se noi resteremo fedeli a Lui.

Al verso 32 abbiamo un'assicurazione ed una promessa: “non temere o piccola greggia, perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il regno”; non temere, questa parola la si dice quando dobbiamo incoraggiare qualcuno che si trova in difficoltà, in malattia, in qualche avversità”, ora il Signore Gesù rivolgendosi ai suoi discepoli dice: “non temere o piccola greggia”; essa è una parola di conforto, è una parola d'incoraggiamento, ma è anche una realtà che noi sperimentiamo nella nostra vita, quest’ espressione del Signore Gesù ci conforta ed incoraggia nel nostro cammino cristiano, però il “non temere” ci ricorda due cose tra le quale la prima è un avvertimento del Signore come se volesse dire: “ lungo il tuo pellegrinaggio incontrerai delle difficoltà, nemici visibili ed invisibili, ma non temere perché io sono con te”; egli ci dice di stare tranquilli e sereni perché Gesù è Colui che guarda le nostre anime e la nostra vita! Incontreremo avversità, nemici, come ho già detto, visibili ed invisibili che cercano di distruggere le nostre anime, ma il Signore è la nostra protezione! La seconda cosa è un volere ricordare alla Sua chiesa che il nostro combattimento non è carnale e come tale non è affrontabile con le armi carnali, ma è spirituale ed è, quindi, nostro dovere rivestirci di tutta l'armatura di Cristo, come dice Paolo agli Efesini al capitolo 6: “prendendo lo scudo della fede per poter spegnere i dardi infuocati che il nemico lancia contro di noi”.
“Non temere perché io sono con te”, abbiamo tante espressioni bibliche che ci parlano dell'aiuto del nostro Signore e del nostro Salvatore, possa Egli aiutarci, benedirci, e portarci avanti, affinché possiamo fare la Sua santa e divina volontà!

L’apostolo Pietro parlando proprio al capitolo 5 della sua prima epistola può dire: “state sobri, vegliate, perché il vostro avversario come un leone ruggente va attorno cercando chi possa divorare” e noi non ignoriamo questa realtà, perché sappiamo che il nemico è sempre in agguato; l’apostolo Pietro continua : “ resistetegli stando fermi nella fede” e noi, quali credenti, abbiamo l'autorità di rintuzzare il nemico delle nostre anime, lo dice san Giacomo “contrastate il diavolo ed egli fuggirà da voi” gloria al nome del Signore, il nemico non ci può toccare, perché la chiesa del Signore è circondata dallo Spirito Santo , quindi, senza il permesso di Dio, nemmeno un dito ci può essere messo addosso, perché il Signore è Colui che ci protegge; ”non temere” sta scritto nel libro del profeta Isaia “perché io sono il tuo Dio, non ti smarrire, perché io sono il tuo Signore, io ti fortifico, io ti soccorro, io ti sostengo con la destra della mia giustizia”, quindi, vogliamo, cari in Cristo, stare allegri nel Signore e quando ci troviamo nelle avversità della vita, eleviamo il nostro sguardo verso il cielo e preghiamo Colui che è il guardiano d'Israele, Colui che non dorme e non sonnecchia, Egli, il Signore è la nostra protezione, il nostro guardiano, Egli è il nostro Signore e Salvatore.
Gesù, in questi versi dice come già citato: “non temere o piccola gregge”; dunque, il gregge del Signore in confronto all'umanità che perisce è sempre stato è e sarà un piccolo gregge, ma proprio per questa sua piccolezza ha sempre realizzato, realizza e realizzerà la potenza del Signore della gloria, benedetto è il nome di Dio, in quanto che la nostra piccolezza permette a Dio di spiegare in noi tutta la Sua potenza e tutta la Sua virtù; a tal proposito belle sono le espressioni dell'apostolo san Paolo, come si legge nell'epistola ai Corinzi capitolo 12, quando pregò per la scheggia nella carne, egli infatti dice: “tre volte ho pregato il Signore, perché l’allontanasse da me; ed Egli mi ha detto: La mia grazia ti basta, perché la mia potenza (virtù) si dimostra perfetta nella debolezza, cioè Paolo tu non hai bisogno di guarigione, tu hai bisogno della Mia grazia; dunque, per questo motivo, l’apostolo afferma :“ io mi diletto nella mia debolezza, perché quando io sono debole è allora che sono forte”, glorifichiamo Dio, quando noi ci svuotiamo di noi stessi, delle nostre capacità, delle nostre virtù, allora realizzeremo, in tutta la loro pienezza, la virtù e la potenza del Cristo risorto nei nostri cuori.

L’espressione “piccolo gregge” ci ricorda l’appartenenza a Dio, infatti, noi non eravamo il gregge del Signore, Isaia, a tal proposito afferma che eravamo delle pecorelle smarrite, ognuno di noi si era volto alla propria via, una via che ci conduceva alla morte, alla morte eterna, ma grazie a Dio ora siamo il Suo gregge, non un’ accozzaglia disordinata, ma siamo un popolo, che se pur esiguo, realizza nella sua piccolezza una perfetta coesione, una perfetta unità dal momento che si lascia guidare dal Buon Pastore e aggiunge la parola di Dio “ Vescovo delle nostre anime Cristo Gesù nostro Signore e nostro Salvatore”.

Il gregge del Signore ha delle caratteristiche particolari, cari in Cristo, che noi brevemente vogliamo sottolineare, per poterci distinguere da tutti coloro che si definiscono gregge del Signore, ma che in realtà non lo sono; la prima caratteristica del gregge del Signore è l’ unità, il popolo del Signore è un popolo che vive unito, compatto, congiunto, perché esso conosce la strategia di Satana, (simile a quella dei dominatori romani che dividendo le nazioni li avrebbero conquistate senza tanti sforzi) il nemico che viene a seminare in mezzo al popolo di Dio delle discordie, così da poterci distruggere più facilmente, ma il gregge del Signore non si lascia vincere da queste cose, supera ogni ostacolo ed ogni difficoltà e vive unito, congiunto tutto insieme per la lode e la gloria del Signore.

Noi sappiamo, come sta scritto al capitolo 10 del Vangelo secondo san Giovanni che “il lupo viene per distruggere” il gregge e noi come popolo del Signore non vogliamo seguire quelle che sono le sue direttive, vogliamo, invece, essendo un popolo disciplinato, un popolo che non si ribella mai alla volontà del Signore, seguire la voce del Buon Pastore e piegando il capo dire in ogni cosa: “Signore sia fatta la Tua volontà, dammi la forza di sopportare e di superare ogni ostacolo ed ogni difficoltà”.

Il popolo di Dio non si sottomette a Lui, perché costretto, ma gioiosamente in quanto conosciamo che la volontà del Signore è perfetta, santa ed accettevole e di conseguenza la vogliamo vivere con tutto il nostro cuore, con tutta l'anima nostra, essendo sempre di più scrupolosi nell'osservare la legge del nostro Dio .
Il popolo di Dio o il gregge del Signore è un popolo, come dicevo, disciplinato e quindi non si sottopone soltanto all'autorità di Cristo ma anche all'autorità della Sua parola, e lasciatemelo dire con tutta franchezza, onora e rispetta tutti i servi che Dio suscita per portare avanti l'opera Sua.
Il gregge del Signore non segue il mercenario, perché non conosce la sua voce, ma conosce quella del Buon Pastore, Gesù disse: “le mie pecore conoscono la mia voce e mi seguitano”, dunque quando al nostro orecchio arrivano certe voci, noi non gli diamo ascolto, perché comprendiamo subito che quella non è la voce del Buon Pastore, ma è la voce del mercenario, di colui che viene per ammazzare, per distruggere ; quindi ,fratelli, vogliamo seguire il Signore, il quale, nella Sua misericordia, ci chiama per nome; il Signore ci conosce ad uno ad uno, qualcuno si potrebbe meravigliare e chiedersi se ciò sia possibile, ma, tra miliardi di credenti, Egli ci conosce ad uno ad uno e ci chiama per nome e noi vogliamo sentire sempre la Sua santa e benedetta voce, non vogliamo seguire questi venti di dottrina che soffiano, ma vogliamo seguire verità in carità, seguendo le orme di Cristo Gesù nostro Signore e nostro Salvatore .

Un'altra caratteristica del popolo di Dio è che non è mai preoccupato del cibo, quante anime vanno a destra ed a sinistra, cambiano questa e quell'altra chiesa in cerca di cibo e non li vedete mai soddisfatti, perché non si lasciano guidare dal Buon pastore, ma il piccolo gregge del Signore non si preoccupa perché come Davide può dire: ” il Signore è il mio pastore e nulla mi manca”, nulla, “Egli mi fa giacere in verdeggianti pascoli, Egli mi guida lungo le acque quiete, Egli mi ristora l'anima e quand’ anche attraversassi la valle dell'ombra della morte, (se tale fosse la volontà di Dio ) io non temerei male alcuno, perché tu Signore sei meco”, o popolo di Dio, seguiamo le orme del Buon pastore, Cristo Gesù nostro Signore il quale nulla ci farà mancare.

Proseguendo sempre al verso 32, Gesù afferma: “perchè al Padre vostro è piaciuto di darvi il regno” (espressione la quale mi ha portato durante la meditazione a ringraziare il Signore ); il regno di Dio non ci è stato dato per meriti particolari, perché noi non siamo stati migliori degli altri, no, noi eravamo peccatori come tanti nel mondo, ma al Padre celeste è piaciuto di darci il regno e ciò, fratelli con tutta sincerità è una assicurazione, una promessa di Dio e Dio è fedele e mantiene le Sue promesse, dicano quello che vogliono dire le persone, noi siamo salvati nel tempo e per l'eternità, non per i nostri meriti, ripeto, ma perché la promessa di Dio è SI ed AMEN, gloria al Signore, Iddio ci ha salvati nel Suo Figliuolo e ci porterà avanti, facendo appieno la Sua santa e divina volontà; dunque, al Padre vostro è piaciuto di darvi il regno, quel regno che Gesù disse che “è stato avanti la fondazione del mondo” e qui io mi vorrei con voi unire al Signore, quando al capitolo 11 del Vangelo di Matteo esclama : “ Io ti rendo lode e gloria o Padre, perché tu hai nascosto queste cose ai savi ed agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli fanciulli, si Padre, perché così ti è piaciuto”.

Voglio concludere, raccomandandovi e raccomandando a me stesso fratelli, non ci lasciamo prendere dall'avarizia, non ci lasciamo prendere dall'ansietà, ma cerchiamo il regno di Dio e la Sua giustizia, facciamo la volontà del Signore, siamo un piccolo gregge, ma siamo il Suo gregge, vogliamo camminare avanti, perché Gesù è Colui che ci spiana la via.
Ringraziamo il Signore perché Iddio ci ha promesso un regno e ce lo darà il Signore ci aiuti affinché ciascuno di noi quando arriverà questo momento, possa sentire la dolce voce del Buon pastore che dirà : “bene hai fatto mio servo fedele, tu sei stato fedele in poca cosa, Io ti costituirò sopra molte cose, entra nella gioia del tuo Signore”, in quella gloria eterna dei cieli dove Lo loderemo per tutta l'eternità. A Lui sol savio, la lode e la gloria in eterno.

Amen.

Antonio Morreale

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